Mercati

Cosa si prevede nel 2017 per il cobalto?

Nel 2016, il mercato del cobalto ha sollevato un crescente interesse da parte degli investitori. Sarà la stessa cosa anche nel nuovo anno?

I prezzi del cobalto, durante il 2016, hanno iniziato un lento recupero e gli operatori del settore sono sempre più ottimisti per l’anno appena cominciato.

L’interesse per questo metallo ha cominciato a crescere due anni fa, quando Tesla ha annunciato l’apertura della sua fabbrica di batteria agli ioni di litio (Gigafactory). Infatti, il cobalto è una delle materie prime indispensabili per queste batterie e, di conseguenza, per l’intero nuovo mercato dell’auto elettrica.

Si prevede che i prezzi saliranno al di sopra dei 16 dollari per libra entro il 2020 (attualmente sono a circa 14,75 dollari), spinti soprattutto dalle sempre più severe normative anti-inquinamento che favoriranno la domanda di veicoli elettrici. Nel 2016, al London Metal Exchange (LME), i prezzi sono cresciuti di circa il 25%.

Ma i prezzi potrebbero subire ulteriori pressioni da quanto sta succedendo nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), il più importante produttore di cobalto del mondo, dove crescono le preoccupazioni per la situazione politica e per il rispetto dei diritti umani. Amnesty International ha implicitamente criticato le grandi aziende tecnologiche internazionali che non sono in grado di garantire che i loro prodotti siano esenti da cobalto proveniente dallo sfruttamento dei bambini-minatori che, secondo una stima dell’UNICEF, sono circa 40.000. Un problema non da poco, visto che il 60% delle forniture di cobalto nel mondo provengono da questo paese.

I prezzi potrebbero subire ulteriori pressioni da quanto sta succedendo nella Repubblica Democratica del Congo

Tesla, a questo proposito, si è impegnata ad utilizzare risorse provenienti solo dal Nord America per la sua produzione di batterie nella nuova Gigafactory ed ha deciso di fermare gli approvvigionamenti di cobalto dalle Filippine per quest’anno, per le preoccupazioni ambientali.

Tuttavia, quello che potrebbe cambiare sostanzialmente il mercato del cobalto, così come di alcune altre materie prime, è l’espansione della mobilità elettrica. Secondo IHS Automotive, entro il 2020, i veicoli elettrici rappresenteranno quasi il 4% di tutti i veicoli leggeri nel mondo, cioè saranno 3,9 milioni, contro poco più di 14.000 nel 2010.

Secondo il CRU, le vendite di auto elettriche e ibride raggiungeranno i 17 milioni nel 2030, con un tasso di crescita del 25% all’anno. Ciò porterà ad una crescita della domanda per il cobalto non-metallurgico maggiore del 7,5% all’anno, fino al 2020.

La crescita della domanda per le batterie agli ioni di litio per tutti questi veicoli, oltre che per gli altri dispositivi elettronici, dovrebbe trascinare il mercato del cobalto verso l’alto. Anche nel 2016, soltanto il 37% del cobalto è stato consumato in applicazioni metallurgiche, in linea con un trend della domanda globale che continua a spostarsi verso applicazioni non metallurgiche.

Gli analisti di Macquarie prevedono una domanda a 107.000 tonnellate nel 2020, con un deficit superiore alle 7.000 tonnellate.


Un aspetto da tener sempre presente quando si parla di cobalto è il fatto che il si tratta di un sottoprodotto del rame, almeno per il 60% della sua produzione, motivo per il quale la volatilità dei prezzi del metallo rosso si ripercuotono sulle forniture di metallo.

Inoltre, il 70% della raffinazione è in Cina, che in questo modo controlla una parte importante della catena delle forniture di cobalto. I cinesi hanno capito molto bene quanto sia importante il metallo per la filiera delle batterie e, in ultima analisi, per la produzione di auto elettriche nei prossimi anni.

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