Tecnologia e Scienza

Computer super-veloci al bronzo di ossido di vanadio

Un nuovo nano-materiale a base di vanadio promette di aumentare la velocità di trasferimento e di memorizzazione dei dati nei computer.

Pochi materiali moderni hanno raggiunto la fama del silicio, un elemento chiave per i chip dei computer e l’omonimo della Silicon Valley, sede di alcune delle aziende tecnologiche più importanti del mondo. La prossima generazione di computer, tuttavia, non potrà fare affidamento sul silicio.

I ricercatori della Buffalo University hanno scoperto un nuovo materiale che potrebbe sostituire il silicio nei circuiti elettronici, rendendo l’elaborazione molto più veloce: il bronzo di ossido di vanadio. È un nano-materiale, le cui insolite proprietà elettriche potrebbero essere sfruttate per aumentare la velocità di commutazione dei processori, aumentando la velocità di trasferimento e di memorizzazione dei dati.

Anche se è ancora troppo presto per dire che tipo di impatto avrà questa nuova tecnologia sulle società che estraggono vanadio,  le prospettive per questo metallo raro restano assai positive e cresce la preoccupazione che le miniere di vanadio non siano sufficienti a soddisfare la domanda del mondo occidentale.

La produzione mondiale nel 2011 è stato di circa 60.000 tonnellate e i principali paesi produttori sono Cina, Russia e Sud Africa

Secondo l’US Geological Survey, la produzione mondiale nel 2011 è stata di circa 60.000 tonnellate e i principali paesi produttori sono stati Cina, Russia e Sud Africa.

La maggior parte del metallo attualmente prodotto viene utilizzato per rafforzare l’acciaio e la domanda è in aumento in tutti i mercati emergenti. Tuttavia, ci sono diffuse preoccupazioni che l’offerta di vanadio non sia sufficiente a soddisfare la domanda se le batterie di flusso al vanadio dovessero prendere piede. Le batterie al vanadio, che potrebbero essere la soluzione ai problemi di stoccaggio dell’energia, impiegano pentossido di vanadio e sono essenzialmente dei serbatoi pieni di liquido, che immagazzinano energia per le grandi reti elettriche.


Anche senza tener conto di nuove applicazioni, la domanda di questo metallo dovrebbe più che raddoppiare entro il 2025 arrivando a circa 123.000 tonnellate. Se nuove applicazioni, come quella a cui la recente scoperta della Buffalo University aprirebbe le porte, dovessero arrivare sul mercato, la disponibilità di vanadio subirebbe un drammatico tracollo.

Il vanadio potrebbe passare dalla categoria di metallo raro a quella di metallo introvabile.

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