Mercati

L’oro chiude il suo miglior trimestre dal 1986

Trimestre da incorniciare per l’oro, che mette a segno risultati che non si vedevano da anni. Ma per qualcuno il bello deve ancora arrivare…

I prezzi dell’oro hanno guadagnato il 16% nel corso del primo trimestre di quest’anno. La miglior performance trimestrale dal 1986.

Le politiche monetarie permissive, l’aumento dei tassi d’interesse americani inferiore alle aspettative, le preoccupazioni per la crescita economica globale, le tensioni geopolitiche e le turbolenze dei mercati hanno favorito i guadagni del metallo giallo. Guadagni che si sono concentrati nelle prime sei settimane di quest’anno, quando le turbolenze dei mercati avevano raggiunto il loro apice.

Gli indici azionari americani hanno chiuso il trimestre o invariati o in leggera perdita (S&P +0,9%, DJIA +1,7%, Nasdaq100 -2,7%), mentre le borse europee sono andate molto peggio (EuroStoxx50 -10,3%, DAX -9%). Il Nikkei ha registrato un -13,2%, con l’economia giapponese ormai sull’orlo di una depressione.

Il dollaro americano ha registrato la peggiore performance trimestrale dal 1990 poichè la Federal Reserve (FED) ha rallentato il ritmo di aumenti dei tassi di interesse per le preoccupazioni circa la debole crescita economica.

Il metallo giallo rimane ancora al di sotto del 35% dal picco raggiunto nell’agosto 2011

L’oro ha iniziato l’anno ad un valore di 1.062 dollari per oncia (974 euro o 716 sterline) e ha concluso il trimestre a 1.233 dollari (1.081 euro o 860 sterline). La crescita dei rischi geopolitici, accentuati dalla violenta ondata di terrorismo, hanno dato modo all’oro di mostrare appieno la sue qualità nella copertura da simili rischi.

Naturalmente, a questo punto, esiste la possibilità di una correzione o di un consolidamento dei prezzi, anche se  le svalutazioni monetarie e le guerre valutarie non sono finite.


Il metallo giallo rimane ancora al di sotto del 35% dal picco raggiunto nell’agosto 2011, mentre l’argento vale il 70% in meno del suo valore nominale dell’aprile 2011. Insomma, i prezzi dei due metalli preziosi sembrano ancora sottovalutati.

Ancora una volta, hanno fatto una buona scelta tutti quegli investitori che hanno scelto di diversificare i propri portafogli con metallo giallo.

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