Investimenti

Chi è pronto a scommettere sul rame?

I nuovi consumatori dei paesi in via di sviluppo saranno presto dei voraci utilizzatori di rame e le scorte mondiali di minerale non saranno sufficienti a soddisfare questa nuova e imponente domanda.

Secondo un recente rapporto della McKinsey, un miliardo di persone si aggiungeranno alla classe dei consumatori occidentali entro il 2025 e avranno redditi abbastanza alti da essere considerati importanti consumatori  sia di prodotti che di servizi.

Tra questi futuri consumatori ci sono anche europei ed americani, ma la maggior parte di loro sarà nei paesi in via di sviluppo e vorrà partecipare allo stile di vita occidentale: telefoni cellulari, TV a schermo piatto, automobili, moto, lavatrici, asciugatrici, frigoriferi e appartamenti migliori.

Qualcuno sta cominciando a domandarsi cosa succederà alle risorse minerali del nostro pianeta se questo nuovo miliardo di consumatori dovesse cominciare a consumare nell’arco dei prossimi dodici anni.

Per meglio capire lo scenario verso cui ci stiamo avviando, possiamo fare riferimento alle statistiche del 2010 sui consumatori americani. Ogni persona ha consumato più di 19 tonnellate di minerali e combustibili durante un anno. È possibile che con l’ingresso di un miliardo di nuovi consumatori si possano consumare 19 miliardi in più di tonnellate di minerali e combustibili? La risposta è no!

Ogni persona ha consumato più di 19 tonnellate di minerali e combustibili durante un anno

Se focalizziamo la nostra attenzione su un metallo largamente impiegato nella nostra società dei consumi come il rame, ci rendiamo conto che questo metallo, generalmente considerato abbastanza abbondante sul nostro pianeta, non reggerà all’arrivo di tanti nuovi consumatori. Nazioni come Cina e Sud Africa, per esempio, avranno bisogno di aumentare il loro consumo medio pro-capite di sette o otto volte quello attuale, per avere lo stesso livello di servizi dei paesi sviluppati.

Ad oggi, il consumo di rame mondiale soffre del problema opposto, cioè di una eccedenza di 68.000 tonnellate per quest’anno e di 89.000 tonnellate per il 2014. E i prezzi stanno scendendo, molto di più di quanto queste eccedenze potrebbero far pensare.


Ma se analizziamo lo scenario di medio e lungo termine, vi sono molte ragioni per essere rialzisti sul rame. I costi enormi e i rischi nell’apertura di nuove miniere, che spesso si trovano in paesi ad alto rischio geopolitico, non favoriranno l’offerta di metallo nei prossimi anni. Con costi e rischi così alti, le società minerarie necessitano di prezzi del metallo ben al di sopra dei costi marginali, altrimenti risulta più conveniente fermare la produzione o non avviarla per nulla. Infatti si sta avviando un processo del genere in molte miniere del mondo e le chiusure annunciate o già in essere stanno sollevando le preoccupazioni dei consumatori industriali.

Anche se fino ad oggi i prezzi non hanno risentito di una offerta che si sta assottigliando, le prospettive di quello che ci attende nei prossimi anni non dovrebbe farci dimenticare che quando si verificherà il deficit tra consumi e produzione di rame, i prezzi potranno andare in una sola direzione.

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