Energia

Celle bioniche al posto dei tradizionali pannelli solari?

Le celle bioniche sono il futuro dell’energia solare? Speranze e ostacoli dell’ultima scoperta dell’ingegneria genetica.

Qualcono di voi avrà già sentito parlare di Escherichia coli, un batterio comune che vive nell’intestino umano e che, a volte, può causare fastidiosi disturbi allo stomaco.

Gli scienziati canadesi della University of British Columbia hanno scoperto che può essere riutilizzato indefinitivamente per la produzione di energia solare. Ingegnerizzando geneticamente una coltura di Escherichia coli in modo da produrre una maggiore quantità di tintura di licopene (il pigmento rosso nei pomodori), hanno visto che il licopene si degradava e produceva un corrente elettrica.

Celle bioniche di successo?

Per capire se la corrente prodotta era significativa, hanno ricoperto la coltura batterica con un semiconduttore. Poi, hanno incollato il tutto su una superficie di vetro in un punto esposto al sole. Il risultato? I batteri hanno prodotto una densità energetica di 0,686 milliampere per centimetro quadrato. Una quantità di 0,324 milliampere superiore rispetto alle precedenti celle solari a base di batteri e con costi più bassi.

Certo è che quando si parla di “bassi costi” si accende subito l’interesse. Tuttavia, in questo caso, non è ancora chiaro quali sarebbero i risparmi reali se la tecnologia potesse essere sviluppata su vasta scala.

Ciò non toglie il fatto che questa cella bionica possa rivelarsi di successo, anche perchè è in grado di catturare la luce del sole sia in una giornata nuvolosa che in una soleggiata. Ciò significa che le celle solari bioniche potrebbero essere utilizzate in luoghi in cui le condizioni meteorologiche non sono adatte ai tradizionali pannelli fotovoltaici sintetici.

Inoltre, potrebbero potenzialmente essere utilizzate in ambienti scarsamente illuminati come, per esempio, nelle miniere.

Queste nuove celle solari bioniche hanno però ancora bisogno di significativi miglioramenti e ottimizzazioni prima che possano raggiungere i livelli delle celle solari al silicio.

Il bit che uccide

Un grosso problema che esiste è che l’applicazione di un semiconduttore ai batteri li uccide, quindi il processo di produzione del licopene non può essere mantenuto. Tuttavia, gli scienziati sperano che saranno in grado di trovare un modo per mantenere in vita i batteri, rendendo sostenibile tutto il processo.

La strada in questa direzione appare complicata. Infatti, gli habitat naturali di Escherichia coli non includono le superfici in vetro naturale all’aria aperta. Ma tutte più importanti innovazioni tecnologiche hanno superato barriere che, all’inizio, sembravano insormontabili.

Se gli scienziati troveranno un modo per mantenere vivi e moltiplicare questi microorganismi, queste celle bioniche potrebbero diventare una importante alternativa alle celle solari sintetiche esistenti.

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