Buco da 320 milioni. La storia dei traders mascalzoni continua

Fallisce una consociata della Mitsubishi, a causa di una perdita di 320 milioni di dollari creata dal trading sul petrolio. Le responsabilità cadono su un trader disonesto e, per il momento, sconosciuto.

Buco da 320 milioni. La storia dei traders mascalzoni continua

Il gigante del trading, la giapponese Mitsubishi, ha dichiarato la scorsa settimana di aver registrato una perdita di 320 milioni di dollari per colpa di un trader che ha fatto scambi non autorizzati sui derivati ​​del petrolio. Inoltre, ha manipolato il sistema di gestione del rischio per mascherare le sue azioni.

Nel settore petrolifero questa storia è diventata virale ed ha portato al fallimento di una consociata della Mitsubishi. Un altro caso che si aggiunge alla storia dei disastri del trading finanziario, costati milioni o miliardi di dollari alle istituzioni bancarie, oltre a gravi danni alla reputazione dei mercati.

Scommesse rischiosissime, senza paracadute

Il trader ancora senza nome della filiale di Mitsubishi a Singapore, la Petro-Diamond Singapore Ltd, va ad ingrossare le fila dei famigerati traders mascalzoni, come Nick Leeson, Jerome Kerviel e Bruno Iksil. Tutti traders che hanno provocato ingenti perdite per le istituzioni finanziarie per cui lavoravano, con operazioni in derivati ​​non autorizzate.

Nel caso recente, il trader di Petro-Diamond Singapore, senza autorizzazione, ha assunto posizioni in derivati ​​sul petrolio dall’inizio dell’anno. Ma dopo che i prezzi del petrolio hanno iniziato a scendere all’inizio dell’estate, ha subito pesanti perdite: 320 milioni di dollari.

Come sempre avviene in questi casi, la comunità finanziaria discute sui perché e sui percome. Ma, alla fine, si arriva sempre alla stessa conclusione: questo trader mascalzone non è stato il primo, né sarà l’ultimo.

Storie di buchi, bugie e perdite miliardarie

C’è ancora chi ricorda nel 1995 quando venne alla luce il caso di Nick Leeson, il trader che si era lanciato per anni in negoziazioni non autorizzate sui futures azionari. Un gioco che costò a Barings Bank l’attuale equivalente di 1 miliardo di dollari. Ciò portò al crollo della più antica banca del Regno Unito.

Leeson sembrava il re dei traders mascalzoni fino a quando, all’inizio del 2008, venne alla luce che un giovane trader di Societe Generale, Jerome Kerviel, aveva perso sei volte più denaro di Leeson: 7,2 miliardi di dollari. Kerviel aveva miliardi di dollari in future sugli indici azionari. Aveva manipolato il sistema di gestione del rischio della banca per dimostrare che stava eseguendo operazioni di arbitraggio a rischio più basso, mentre in realtà stava facendo scommesse molto rischiose.

In termini di soldi persi, Kerviel è finora il numero uno.

Ma è impossibile dimenticare il caso di Bruno Iksil. Noto anche come London Whale (la Balena di Londra), nel 2012 provocò una perdita di 6,2 miliardi a JP Morgan Chase. Inoltre, le indagini che seguirono portarono a sanzioni per 1 miliardo di dollari nei confronti della banca d’affari.

I derivati sul petrolio, ancora più rischiosi

Se poi focalizziamo l’attenzione sul mercato dei derivati sul petrolio negli ultimi decenni, i casi di scommesse disastrose e mantenute nascoste fino all’ultimo sono numerose.

Nel 1994, la tedesca Metallgesellschaft accumulò una perdita di 1,3 miliardi di dollari nel commercio di futures sul petrolio. Il gruppo fu sul punto di collassare, ma venne salvato dalla Deutsche Bank, suo principale creditore.

Dieci anni dopo, nel 2004, la China Aviation Oil è crollata dopo aver registrato perdite da derivati ​​sul petrolio per 550 milioni di dollari.

Nel 2006, la divisione di Singapore della Mitsui & Co, colosso giapponese del trading, ha perso 81 milioni di dollari a causa di cattive scommesse sulla nafta. Inoltre, un trader aveva falsificato i dati per coprire le perdite.

All’inizio del 2019, la più grande raffineria in Cina e in Asia (Sinopec), ha dichiarato che la sua unità commerciale Unipec aveva registrato una perdita di 687 milioni di dollari sulle coperture del greggio. La causa, almeno secondo la versione ufficiale, sono state le strategie di trading inadeguate.

Dopo tutto ciò, esiste ancora qualcuno che pensa che non ci saranno altri traders mascalzoni e altri buchi eclatanti e drammatici sui mercati finanziari?

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