La Brexit si avvicina (29 marzo), ma le incertezze spaventano

Il 29 marzo dovrebbe essere la data entro la quale si definirà il futuro rapporto della Gran Bretagna con l’Unione Europea.

La Brexit si avvicina (29 marzo), ma le incertezze rimangono

Più si avvicina il 29 marzo e maggiore diventa il numero dei possibili scenari che si potrebbero verificare.

La Gran Bretagna potrebbe rimanere dentro l’Unione Europea, il che appare abbastanza improbabile. Oppure, uscirà in base all’accordo raggiunto dal Primo Ministro Theresa May con Bruxelles, ma con alcune modifiche dell’ultimo minuto, soprattutto sulla questione del confine irlandese. Oppure la Gran Bretagna uscirà senza un accordo formale (hard Brexit) e si tufferà in un futuro estremamente incerto e instabile.

Fine delle incertezze con il 29 marzo?

In ogni caso, la maggior parte dei britannici pensa che il 29 marzo sarà il giorno che metterà la parola fine sull’intera questione. Sfortunatamente, la realtà è che sarà solo l’inizio.

Tralasciamo la scarsissima possibilità che la Gran Bretagna resti all’interno della UE, cosa che richiederebbe un secondo referendum. Inoltre, la maggioranza della popolazione, anche se con un margine esiguo, sembra ancora intenzionata ad andarsene.

Come ben descritto dal Financial Times, l’attuale accordo tra UE e Regno Unito non contiene impegni fermi da entrambe le parti. Di conseguenza, la Brexit significherà semplicemente l’inizio di altri anni di negoziati circa un’infinità di questioni economiche.

Una realtà diversa dalle promesse dei politici

Molti politici inglesi che hanno sostenuto la hard Brexit hanno immaginato la possibilità di creare nuovi rapporti commerciali con paesi come gli Stati Uniti. Tuttavia, Woody Johnson, l’ambasciatore statunitense a Londra, ha affermato che qualsiasi accordo transatlantico dovrà includere la carne di manzo con ormoni e il pollo clorinato. Entrambi i prodotti sono stati banditi dalla UE per 20 anni e sono totalmente avversi dai consumatori britannici. Questo è solo un esempio di quanto la realtà differisca dalle promesse fatte dai politici e di quanto siano confuse le idee tra l’opinione pubblica britannica.

Per la prima volta da decenni, un nuovo partito politico sta gradualmente prendendo corpo dopo le dimissioni di otto deputati laburisti e tre parlamentari conservatori. L’obbiettivo è di formare una coalizione, chiamata Independent Group, per arrivare ad un secondo referendum.

Insomma, anche se qualcuno si illude che se verrà votato l’accordo tra Theresa May e la UE si potrà tornare alla normalità nel Regno Unito, l’incertezza continuerà per gli anni a venire. Di conseguenza, chi cerca di investire in Gran Bretagna guarderà altrove.

Non a caso, Honda, Nissan, BMW, Vauxhall e persino Jaguar Land Rover hanno in programma di ridurre gli investimenti nel Regno Unito nel caso in cui l’incertezza continui.

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