Energia

Arriverà anche il momento dell’uranio?

L’uranio è reduce da anni pessimi, con prezzi caduti a livelli molto bassi e incapaci di risollevarsi. Cosa attendersi nel corso dei prossimi anni?

Un pessimo anno, quello in corso, per l’uranio. I prezzi sono scesi a 27,25 dollari per libbra, il livello più basso da oltre un decennio.

Scontato che anche i corsi dei titoli azionari del settore siano stati condannati al ribasso. Tra gennaio 2013 e l’estate del 2014, le azioni del comparto sono scese, mentre fino alla fine del 2015 hanno visto alti e bassi in assonanza con le notizie provenienti dal Giappone circa la ripresa della produzione nucleare dopo l’incidente di Fukushima.

Tuttavia, dall’inizio di quest’anno, le azioni di alcune aziende del settore hanno reagito in modo diverso alla discesa dei prezzi del metallo.

Il TSX Venture Exchange, il mercato azionario canadese dove sono quotate moltissime società minerarie o del settore energetico e in crisi nera da anni a causa dei continui ribassi dei titoli, da inizio anno ha guadagnato il 29%. Nello specifico, le aziende del settore dell’uranio sembrano cominciare a beneficiare dei fondamentali di lungo termine del mercato, che si attende la costruzione di 60 nuovi reattori nucleari, 12 dei quali già nel corso di quest’anno e 18 nel 2017.

Gli esperti si attendono un prezzo medio dell’uranio a 39,70 dollari per libbra nel quarto trimestre del 2016

Fattori che dovrebbero portare ad una normalizzazione della domanda e dell’offerta del mercato, fino ad oggi squilibrato da un’offerta eccessiva.

Per queste ragioni, gli esperti si attendono un prezzo medio dell’uranio a 39,70 dollari per libbra nel quarto trimestre del 2016 e, nel 2017, a 44,80 dollari per libbra.

Insomma, tra il 2017 e il 2020 dovremmo assistere ad una crescita dei prezzi dell’uranio sostenuta dall’espansione globale di nuove centrali nucleari.


In questo contesto alcune aziende hanno registrato ottime performace da inizio anno. È il caso della NexGen Energy (TSX Venture Exchange) con un +247%, della CanAlaska Uranium (TSX Venture Exchange) con un +345% e della Purepoint Uranium (TSX Venture Exchangecon un +129%. Guadagni a prima vista abbastanza straordinari ma che è bene inquadrare nell’andamento generale di questi titoli che, negli anni scorsi, hanno registrato perdite considerevoli.

Da quanto detto emerge chiaramente che il settore ha vissuto anni assai travagliati che hanno indebolito i prezzi dell’uranio, qualche volta contro ogni previsione, ma che sembra alla vigilia di un cambiamento che, visto come sono andate le cose fino ad oggi, non potrà che migliorare le cose.

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