Mercati

Battuta d’arresto per i prezzi dell’alluminio. È la fine del mercato rialzista?

Chi ha comprato alluminio è comprensibilmente preoccupato per l’andamento dei prezzi che, dai massimi toccati ai primi di gennaio, sono scesi di circa il 9%.

La scorsa settimana, al Shanghai Futures Exchange, l’alluminio ha chiuso al livello più basso da 14 mesi.

Un brutto segnale, che inquieta un settore che si era piacevolmente abituato a prezzi che continuavano a crescere, a causa soprattutto di una carenza di forniture al di fuori dalla Cina. Ma le cose sembra siano in procinto di cambiare.

I nuovi dazi del 10% sulle importazioni di alluminio negli Stati Uniti, imposti da Donald Trump, hanno aggiunto incertezza sui possibili impatti che avranno sui prezzi del metallo nel resto del mondo. Mentre le quotazioni dell’alluminio al London Metal Exchange (LME) non hanno quasi reagito ai nuovi dazi, i premi per le consegne nel Midwest degli Stati Uniti sono quasi raddoppiati. Un balzo di 200 dollari, che equivale a circa il 10% del prezzo LME.

Sul mercato non manca metallo fisico

L’anno scorso la disponibilità fisica di metallo non è stata un grosso problema. Attualmente, il ritorno del contango all’LME, con l’alluminio cash sotto il prezzo di quello a tre mesi, indica addirittura una maggiore disponibilità di metallo.

Inoltre, in Cina non c’è certamente penuria di alluminio, anche considerando che le scorte del mercato di Shanghai stanno aumentando ormai da dodici mesi. In effetti, gran parte dell’attuale debolezza dei prezzi è attribuibile alle paure che la ripresa della produzione negli impianti cinesi, che erano stati fermati per contenere l’inquinamento invernale, gonfierà ulteriormente il surplus.

Tuttavia, secondo molte fonti interne al mercato cinese, i riavvii produttivi saranno limitati. Infatti, i prezzi attuali dell’alluminio non sono sufficienti a molti smelter per riuscire a coprire i costi.

Nonostante tutto, il trend rimane al rialzo

Ma gli impianti di alluminio statunitensi che riprenderanno la produzione grazie ai dazi di Trump, potranno infuenzare le forniture globali? Per gli esperti è del tutto improbabile.

Comunque, per tirare le somme, il pensiero più diffuso è che l’alluminio, nel lungo termine, sia ancora incanalato in un trend al rialzo ma, nel breve termine, si muoverà lateralmente, con alti e bassi. Secondo questa visione, i bassi potranno rappresentare buone opportunità di acquisto.

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