Apple cerca cobalto per iPhone rivolgendosi alle miniere

Apple è alla ricerca di accordi per forniture a lungo termine di cobalto, l’elemento chiave per le batterie agli ioni di litio utilizzate negli smartphone.

Apple cerca cobalto per gli iPhone rivolgendosi alle miniere

Come riferito da Bloomberg, il celebre produttore di iPhone sta cercando di firmare accordi di fornitura di cobalto a lungo termine direttamente con le miniere.

Apple si accoda alle case automobilistiche (BMW e Volkswagen) nella corsa al cobalto, un elemento chiave per le batterie al litio utilizzate per alimentare smartphone e auto elettriche.

Con una domanda di auto elettriche destinata a salire negli anni a venire, ci si aspetta una crescita altrettanto forte della domanda di cobalto. Un solido motivo per far sì che un gigante delle tecnologie come Apple voglia mettersi al riparo da una possibile carenza di metallo. Infatti, interruzioni nelle forniture danneggerebbero seriamente la produzione di iPhone.

Servono migliaia di tonnellate solo per Apple

Apple vorrebbe stipulare contratti di acquisto per diverse migliaia di tonnellate, da consumare nei prossimi cinque anni o anche oltre. In questo clima, l’Amministratore Delegato di Glencore, la multinazione delle materie prime, aveva dichiarato a dicembre di essere in trattativa anche con Cupertino, per eventuali forniture di cobalto.

Ma se uno smartphone richiede circa 8 grammi di metallo raffinato, un’auto elettrica ne usa 1.000 volte di più. Ecco perchè anche le principali case automobilistiche sono alla ricerca affannosa di cobalto. La Volkswagen ha cercato di assicurarsi accordi a lungo termine con alcune miniere, ma senza successo. I tedeschi della BMW hanno dichiarato di essere vicini alla firma per un accordo per la fornitura di litio e cobalto.

Forniture sempre a rischio

Le forniture di cobalto nel mondo sono considerate molto critiche. Infatti, oltre il 50% di questo metallo proviene dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC), un paese instabile politicamente e in cui le attività minerarie sono  collegate ad abusi dei diritti umani. Nel 2016, Amnesty International ha denunciato che il lavoro minorile in condizioni precarie è direttamente collegato alla catena di approvvigionamento delle batterie per aziende leader nel settore dei veicoli elettrici e dell’elettronica, come Apple, Microsoft e Tesla.

L’anno scorso, Apple è stata la prima azienda a pubblicare i nomi dei suoi fornitori di cobalto. In questo modo ha aperto la strada ad una maggior trasparenza, intensificando gli sforzi per garantire che il metallo utilizzato non sia stato estratto dai bambini-minatori nella RDC.

Il  20 febbraio, la Australian Mines ha siglato un accordo di 7 anni per la vendita di cobalto con il produttore di batterie SK Innovation. Accordi di questo tipo potrebbero diventare molto comuni nei prossimi mesi. E Apple spera di rientrare presto in questi casi.

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