Mercati

L’alluminio resta forte, ringraziando i dazi e le sanzioni americane

Continua il buon momento per l’alluminio, mentre i dazi e le sanzioni statunitensi contribuiscono a spingere ulteriormente i prezzi verso l’alto.

I prezzi dell’alluminio continuano a mostrarsi forti.

Tra tutti  i metalli di base, l’alluminio ha fatto la parte del leone, soprattutto a causa dei nuovi dazi statunitensi alle importazioni e alle sanzioni verso la Russia. Tutto ciò, a sua volta, crea una sorta di effetto a catena sull’offerta globale di metallo.

Ecco perché i prezzi al London Metal Exchange (LME) hanno raggiunto i livelli del 2012, dopo una corsa al rialzo cominciata all’inizio del 2016. Come sempre avviene in questi casi, chi si trova in maggiore difficoltà sono i consumatori di alluminio che devono identificare a quale prezzo comprare, senza compromettere la redditività aziendale per un acquisto fatto nel momento sbagliato.

Le sanzioni alla Russia spingono i prezzi verso l’alto

Le sanzioni degli Stati Uniti che hanno colpito alcune società russe di alluminio, hanno sollevato grandi preoccupazioni riguardo alla fornitura globale di metallo. La conseguenza diretta è stato un aumento della volatilità dei prezzi che, all’LME, hanno raggiunto i 2.176 dollari a tonnellata. Tra l’altro, anche altri paesi hanno fermato gli acquisti di alluminio da società russe. Per esempio, la giapponese UACJ Corporation, un importante produttore di laminati di alluminio, ha sospeso tutti i suoi acquisti dalla Rusal e ha trovato forniture alternative.

La crescita dei prezzi del metallo, come sempre succede, ha risvegliato gli smelter che erano stati spenti o che producevano al minimo. La Rio Tinto, per esempio, riavvierà una nuova linea di produzione nel suo smelter in Nuova Zelanda. In questo modo, aggiungerà 85 tonnellate di produzione giornaliera, che si tradurrà in un aumento del 9% della sua produzione annua di lingotti, billette e placche.

Cosa succede in Cina?

Le esportazioni di semilavorati cinesi di alluminio sono aumentate del 20,5% nel primo trimestre 2018 e, se manterranno questo ritmo, quest’anno potrebbero registrare un record. Ecco perché c’è chi si aspetta che i prezzi dell’alluminio al SHFE (Shanghai Futures Exchange) vedranno ulteriori aumenti nel breve termine.

Nel mese di maggio l’intero mercato SHFE è aumentato del 4,8% e anche l’alluminio ha seguito il trend.

Cosa ci si può attendere?

Certamente, l’andamento dei prezzi dell’alluminio suggerisce una continuazione del mercato rialzista, che ha avuto inizio lo scorso anno.

Dazi e sanzioni, comprese le mancate esenzioni per Canada, Messico e Unione Europea, non fanno altro che dare un ulteriore sostegno alla crescita dei prezzi, premi compresi. Quest’ultimi, dalla Cina all’India, dagli Stati Uniti all’Europa, hanno registrato incrementi che hanno riguardato quasi tutti i formati.

Per gli acquirenti industriali che, prima o poi, sono costretti a comprare metallo, non c’è assolutamente da sperare che, nei prossimi mesi, l’alluminio possa scendere dalle vette che ha raggiunto.

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