Tecnologia e scienza

AirCarbon, un materiale fatto dall’inquinamento

Un nuovo materiale più resistente, più economico e più verde della plastica, ma fatto da inquinamento. Forse il mondo è pronto per abbandonare per sempre l’utilizzo della plastica…

AirCarbon, un materiale fatto dall'inquinamento

Sequestrare le dannosissime emissioni di anidride carbonica per trasformarle in un materiale ad alte prestazioni, simile alla plastica ma molto meglio.

AirCarbon è un materiale speciale. È costituito per il 40% di aria e per il 60% da gas a effetto serra. Niente petrolio o combustibili fossili, al contrario di quanto avviene per la plastica. Viene prodotto dagli organismi viventi più conosciuti, dall’uomo ai gatti e agli alberi, grazie ad una antica molecola evolutiva che viene utilizzata per immagazzinare l’anidride carbonica. È biodegradabile, forte più della plastica e può essere fuso nelle forme più varie.

È un materiale termoplastico ad alte prestazioni che può sostituire, in modo efficace e conveniente, polipropilene, polietilene, ABS, polistirolo e TPUAirCarbon è un materiale costituito sequestrando le emissioni di anidride carbonica che altrimenti entrerebbero a far parte dell’aria che respiriamo.

È un materiale costituito sequestrando le emissioni di anidride carbonica che altrimenti entrerebbero a far parte dell’aria che respiriamo

La sua realizzazione ha richiesto 13 anni di lavoro per realizzare il sogno di trasformare il gas ad effetto serra in un materiale forte come la plastica, ma con costi inferiori. Come a dire che la plastica potrebbe venir bandita per sempre su scala globale.

L’azienda che si è battuta in questa impresa che sembrava impossibile è la Newlight Technologies, fondata e guidata da Mark Herrema, con sede a Irvine, in California, che ha costruito il primo impianto per catturare l’anidride carbonica e produrre l’AirCarbon. Negli ultimi 15 mesi, ha firmato contratti per accordi e licenze di produzione per 74 miliardi di dollari con le più importanti società mondiali che utilizzano plastica: IKEA, Paques, Vinmar, Dell, KI, Hewlett-Packard e L’Oreal’s The Body Shop.

Newlight Technologies, nata come start-up nel 2003, è riuscita ad arrivare allo sviluppo di questa rivoluzionaria tecnologia con un finanziamento di soli 9,2 milioni di dollari.

Ma un solo impianto non è ancora sufficiente per fare arrivare il prodotto in ogni angolo del globo e per eliminare plastica e anidride carbonica dal nostro mondo. C’è ancora molta strada da fare e, non sapendo quanto tempo abbiamo ancora a disposizione, non c’è un minuto da perdere… il ragionamento della Newlight Technologies non fa proprio una grinza.

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