Metalli Preziosi

A caccia di tesori negli oceani: la storia della Ship of Gold

Correva l’anno 1857, quando la SS Central America affondò, portando con sé il più grande tesoro mai naufragato negli oceani. Da poche settimane è in corso il secondo tentativo per recuperare le dieci tonnellate d’oro che si trovano in fondo all’Oceano Atlantico.

A caccia di tesori negli oceani: la storia della Ship of Gold

Di solito l’oro viene estratto dalle miniere, ma per la Odyssey Marine Exploration, società con sede in Florida (Stati Uniti), non è proprio così.

Infatti, l’attività della Odyssey è di recuperare tesori, compresi i metalli preziosi, dai relitti giacenti sui fondali degli oceani. Negli ultimi anni è riuscita a recuperare 2.792 lingotti d’argento dalla SS Gairsoppa, una nave mercantile britannica silurata e affondata dai tedeschi nel 1941, mentre era in viaggio verso la Zecca Reale.

Pochi giorni fa, la Odyssey ha dichiarato di aver recuperato quasi 28 chilogrammi di oro durante una ricognizione sul relitto della SS Central America. In particolare, sono stati recuperati cinque lingotti e due monete d’oro.

La SS Central America, conosciuta anche con il nome di Ship of Gold, operava tra l’America Centrale e gli Stati Uniti durante l’Ottocento. Il 12 settembre 1857, durante un violento uragano, la nave affondò al largo della costa della Carolina del Sud, con a bordo circa 10 tonnellate di lingotti e monete d’oro del valore, in quegli anni, di circa 2 milioni di dollari.

Il Columbus-America Discovery Group portò in superficie uno dei più grandi tesori mai trovati in tutti i tempi.

L’episodio scosse fortemente la fiducia dei risparmiatori dell’epoca e contribuì al panico del 1857 che scatenò una drammatica crisi finanziaria. La vicenda ha ispirato numerosi libri, tra i quali America’s Lost Treasure.

La posizione esatta in cui la nave affondò fu scoperta dal Columbus-America Discovery Group nel 1988, che condusse le operazioni di recupero fino al 1991, portando in superficie più di 2 tonnellate d’oro. Uno dei più grandi tesori mai trovati in tutti i tempi.

Ma a questo punto si scatenò una tempesta, questa volta legale, per rivendicare il possesso dell’oro: un ordine di monaci cattolici, un petroliere texano e 39 compagnie di assicurazione fecero causa al Columbus-America Discovery Group. Alla fine della battaglia legale il Columbus-America Discovery Group non riuscì a mantenere nemmeno un dollaro di quanto recuperato.

In considerazione dell’esito disastroso del primo tentativo di recuperare l’oro della SS Central America, potrebbe sembrare impossibile che qualche società voglia effettuare un secondo tentativo.

Ma la Odyssey Marine Exploration, che da un’analisi dei documenti contabili storici stima di poter recuperare oro per un valore di 85 milioni di dollari, si è lanciata nell’impresa.

Gli scettici sono molti e secondo alcuni analisti le probabilità che la società possa trarre profitto dal recupero sono bassissime, motivo per il quale hanno consigliato ai propri investitori di vendere i titoli azionari della Odyssey Marine Exploration. L’unica possibilità che l’impresa generi qualche profitto è legata al ritrovamento di 15 tonnellate d’oro, di proprietà dell’esercito americano, che qualcuno sostiene fossero custodite segretamente a bordo della SS Central America.

Comunque finisca la storia, il bilancio dell’impresa sarà sicuramente positivo, almeno per gli scienziati della spedizione di recupero che, oltre a cercare di portare in superficie il tesoro, raccoglieranno campioni biologici dai fondali dove la nave è adagiata.

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