Mercati

Un 2018 di crescita moderata per i prezzi dello stagno

Dopo un 2016 positivo e un 2017 abbastanza volatile, cosa riserverà il 2018 per lo stagno? Ecco le previsioni aggiornate degli esperti…

Il 2017 è stato un anno di alti e bassi per lo stagno.

Le preoccupazioni di approvvigionamento per le nuove normative ambientali in Cina non sono state sufficienti a spingere con decisione i prezzi verso l’alto. Infatti, l’aumento delle scorte di metallo nei magazzini ha smorzato le tendenze rialziste.

A inizio dello scorso anno, lo stagno valeva più di 21.000 dollari a tonnellata, mentre a febbraio toccava il livello più basso dell’anno: 18.755 dollari. Tuttavia, nel 2017, i prezzi sono rimasti sostanzialmente stabili, con una lieve tendenza al ribasso.

Una delle sorprese sul mercato dello stagno dello scorso anno è stata la rimozione del dazio cinese all’esportazione del 10%. Ciò ha portato le imprese cinesi a inondare di metallo i mercati internazionali, con una conseguente pressione verso il basso per i prezzi.

Secondo Metals X, il più grande produttore di stagno dell’Australia, i fondamentali del metallo rimangono solidi, con meno di due settimane di scorte disponibili a Londra (LME) e a Shanghai (SHFE). La domanda nel settore dei semiconduttori e delle batterie rimane forte e, all’orizzonte, non ci sono aperture di nuove miniere.

Un 2018 positivo

Nell’anno in corso, gli esperti dicono che la domanda robusta e una certa carenza di metallo sono destinati a continuare. Inoltre, la protagonista del mercato rimarrà la Cina, soprattutto per quanto riguarda le sue nuove politiche ambientali per fronteggiare l’inquinamento, che potrebbero portare ad una riduzione della produzione di stagno.

Perciò, con ogni probabilità, il mercato rimarrà in deficit. Tuttavia, il mercato è abituato a muoversi in deficit cronico e i prezzi aumenteranno soltanto marginalmente.

Una contrazione dello stagno raffinato prodotto in Indonesia potrebbe avere un effetto positivo sui prezzi, senza però infiammarli.

Per quanto riguarda la domanda, ITRI (International Tin Association) prevede consumi robusti per il 2018, con una domanda in crescita dell’uno o del due percento.

I prezzi dello stagno nel 2018

Infine, una panoramica su quanto gli analisti si attendono per i prezzi. Innanzitutto, quasi tutti prevedono i primi sei mesi tranquilli e senza troppe emozioni.

Per FocusEconomics il prezzo medio per quest’anno sarà di 20.418 dollari. Ma, i pareri dietro a questa media sono differenziati e vanno dal più rialzista (Standard Chartered) che prevede 22.500 dollari, fino al più ribassista (Euromonitor) con una previsione di 18.115 dollari.

Attualmente (26 gennaio) la stagno cash al London Metal Exchange (LME) quota 20.000 dollari a tonnellata.

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